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Castello di Avio

 

Suggestivo, di notte illuminato, visitabile, il castello medievale sovrasta la cittadina di Avio e accoglie in Trentino.

Adagiato tra le colline della Destra Adige, il Castello di Sabbionara d’Avio domina da secoli la bassa Val Lagarina, una delle principali vie di comunicazione tra il Mediterraneo ed il Nord Europa. È un ampio complesso formato da un mastio del secolo XI, cinque torri, il palazzo baronale e le mura duecentesche. Le prime notizie sul maniero risalgono all’epoca longobarda, quando avrebbe accolto Autari e Teodolinda novelli sposi. Di certo nel XIII secolo era già proprietà dei Castelbarco che lo diedero per testamento ai Veneziani, nel 1411. Questi lo ampliarono e decorarono la cappella di San Giorgio, insieme alla facciata, con stemmi dei dogi. Nel 1509 venne ceduto alle truppe imperiali di Massimiliano I che, in seguito, lo ipotecarono ai Conti d´Arco. Nel XVII secolo il Castello tornò ai Castelbarco, baroni di Gresta, che lo hanno, infine, donato al FAI.

Sul complesso spicca il mastio a pianta trapezoidale a spigoli arrotondati, al cui interno è visitabile la Stanza d’Amore, decorata con affreschi di gusto cortese, dove va in scena un' allegoria di grande respiro attraverso le immagini di un uomo trafitto al cuore da una lancia, una dama con un cagnolino - simbolo di fedeltà - e Amore bendato con arco e frecce. Accanto, i resti del palazzo baronale, la Torre della picadora, ora trasformata in residenza, e la Casa delle guardie impreziosita da uno straordinario ciclo di affreschi trecenteschi con scene militari. Percorrendo una stradina selciata tra i vigneti, si raggiunge la romanica torre di ingresso al castello superiore, mancante del quarto lato interno. Ospiti illustri si sono avvicendati tra le mura di questo maniero, tra cui gli imperatori Carlo V e Massimiliano d'Asburgo.


Castello di Rovereto


 

Importante roccaforte medioevale, è oggi un luogo della memoria di Rovereto e ospita il Museo Storico Italiano della Guerra.

Situato in posizione strategica, su un dosso roccioso sulla riva destra del Leno, il Castello di Rovereto ha la struttura imponente di una roccaforte militare. Il primo nucleo fu costruito dai Castelbarco tra il XIII e il XIV secolo come presidio del loro potere feudale in Val Lagarina. Nel Quattrocento il complesso passò ai Veneziani, che ne mutarono l’aspetto: la pianta poligonale ed i quattro possenti bastioni angolari trasformarono il castello in uno dei migliori esempi di fortificazione alpina tardo-medievale. Con la sconfitta veneziana ad Agnadello, nel 1509, Rovereto passò all'impero d'Austria. Persa ogni importanza strategica, la roccaforte cadde in abbandono e subì incendi e devastazioni. Fu ridotto a caserma, a prigione e danneggiata durante la Prima Guerra Mondiale.

 

Il castello è stato restaurato e oggi ospita il Museo Storico Italiano della Guerra, costruito nel Trecento dai nobili di Castelbarco, feudatari della Vallagarina, fu poi modificato dai veneziani che lo occuparono nel 1426. Qui sono esposti alcuni pezzi d'artiglieria, un carrello ferroviario perforato da una granata e una delle carrozze di servizio di Francesco Giuseppe. Numerose le sale dedicate alla memoria di eroi e luoghi bellici. Sino al 1961 ha custodito la famosa Maria Dolens, la Campana dei Caduti, la più grande campana del mondo ancora funzionante e che ha trovato la sua sede sul colle di Miravalle. Rimane qui visibile il modello originale in gesso.


Castel Beseno

 

Castel Beseno è il più vasto complesso fortificato del Trentino, oggi affascinante palcoscenico di mostre e spettacoli.

Castel Beseno occupa un’intera sommità collinare dominando la Valle dell’Adige, tra Rovereto e Trento, e si raggiunge passando da Besenello. A colpire, oltre alla grandiosità, è l’atmosfera che ancora si percepisce, carica di suggestione e fascino. È sede di mostre temporanee, manifestazioni culturali e spettacoli in costume, che hanno come scenario d'eccezione il vasto Campo dei Tornei, oggi un giardino ben tenuto. Questa fortezza fu teatro di scontri storici, dalle guerre di partito con i Veronesi nel XII e XIII secolo alla battaglia del 1487 fra Trentini e Veneziani; dagli scontri armati tra i Rivoluzionari francesi e gli Austriaci alle due guerre mondiali. Nel 1973 i conti Trapp l’hanno donata alla Provincia autonoma di Trento che l’ha accuratamente restaurata.

I grandi bastioni lunati che caratterizzano Castel Beseno risalgono al Cinquecento. Il portone era munito di ponte levatoio ed entrando nel palazzo si osservano, nel primo cortile, tre cannoniere. Nella piazza grande la casetta della polveriera accoglie oggi una sala per le informazioni e la proiezione di audiovisivi. A lato si può notare la torre dell'orologio e il granaio. Superando la parte centrale del Castello si arriva allaresidenza dei castellani. Il complesso feudale, in origine, comprendeva tre nuclei turriti in corrispondenza dei due rilievi estremi della collinetta. Nel terzo si trovano la Casa del Vescovo e il Palazzo nuovo.


Nel trecentesco "Palazzo di Marcabruno" si può visitare l'esposizione permanente La virtù della fortezza, con ricostruzioni, video e plastici della battaglia di Calliano del 1487, che vide la prima vittoriosa partecipazione a un combattimento sul suolo italiano dei temibili lanzichenecchi. L'esposizione di armi originali e di fedeli copie è all'insegna del... “si prega di toccare”: tutti sono invitati ad indossare e maneggiare elmi e maglie, con grande gioia dei bambini (e dei loro papà).


Castello del Buonconsiglio e Torre dell'Aquila

 

Il Castello del Buonconsiglio è il maggiore complesso monumentale del Trentino e sede ogni anno di mostre di grande successo.

Il Castello del Buonconsiglio, addossato alle duecentesche mura cittadine, fu la residenza dei principi vescovi di Trento dalla seconda metà del XIII secolo fino alla secolarizzazione del principato, nel 1803. In origine chiamato Malconsey, per il piccolo colle su cui sorgeva, col tempo divenne del Buonconsiglio, ossia il luogo d´incontro della comunità. Edificato con funzioni difensive sopra un rilievo roccioso come castrum romano, dal XIII secolo divenne vera e propria fortezza. Con l’invasione napoleonica, Pietro Vigilio Thun abbandonò il castello che poi divenne caserma militare austriaca. Durante la Prima Guerra Mondiale qui si svolse il processo agli irredentisti Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa. Lo Stato italiano, proprietario dal 1918, lo ha passato alla Provincia autonoma di Trento nel 1974 e oggi ospita il Museo Provinciale d'Arte, monumenti e collezioni provinciali. Numerose sono le collezioni d'arte, di dipinti, sculture, opere grafiche, codici miniati, stufe in maiolica, nonché le raccolte archeologiche e numismatiche. Tra gli affreschi barocchi e gotici il Ciclo dei Mesi, considerato come uno degli esempi più importanti del gotico internazionale; non solo uno dei grandi capolavori dell'arte medievale ma anche una macchina del tempo tridimensionale che porta nel cuore colorato della vita cortese e contadina di fine Trecento, tra lavoro nei campi, tornei e dichiarazioni d'amore.

Tra il XIV e XV secolo il complesso venne modificato da Giorgio di Liechtenstein e Giovanni IV Hinderbach. Il primo collegò al Castelvecchio la Torre dell'Aquila, che fece affrescare con il Ciclo dei Mesi. Giovanni IV Hiderbach fece costruire la merlatura e il loggiato. Nel 1500 il cardinale Bernardo Clesio edificò il rinascimentale Magno Palazzo, dove gli affreschi della Sala Grande - con cariatidi e putti - sono opera di Dosso e Battista Dossi, mentre quelli della Loggia del cortile dei leoni - con episodi mitologici e della Bibbia - sono stati realizzati da Gerolamo Romanino. In età barocca il vescovo Francesco Alberto Poia costruì la Giunta Albertiana, che congiunge Castelvecchio e Magno Palazzo, ricalcando lo stile di quest'ultimo. Il Castello espone anche una collezione d'arte e archeologia, che va dalla preistoria fino alla prima metà dell'Ottocento, un racconto delle vicende storiche e artistiche della città e del suo territorio. Oltre alla sezione archeologica sono notevoli quella medievale, con il reliquiario d'argento di Sant’Apollinare del VI-VII secolo, e quella dedicata a bronzetti e medaglie rinascimentali. Bellissime le statue ligneedal Trecento al Seicento, con le piccole Madonne romaniche trentine, le eleganti Belle Madonne tardogotiche di influenza sveva e boema, l'Annunciazione di Maffeo Olivieri, le opere diJorg Atz e di Narciso da Bolzano.


Castel Thun

 

In posizione panoramica a Vigo di Ton, Castel Thun è uno splendido esempio di architettura castellana trentina.

Emblema degli antichi fasti di una delle più potenti casate trentine, Castel Thun domina per bellezza e importanza la Val di Non. Edificato nella metà del XIII secolo, fu sede dellafamiglia dei Thun, che lo abitò fino al 1992. Oggi il castello ne conserva gli arredi originali, le preziose colezioni d'arte, un'importante biblioteca con migliaia di volumi e una ricca pinacoteca, incantando chi ne è sensibile al fascino. La struttura civile-militare è tipicamente gotica, circondata da un complesso sistema di fortificazioni a pianta regolare, composto da torri di vedetta, baluardi, bastioni lunati, fossato e cammino di ronda. Spicca la Porta Spagnola, così denominata in memoria del leggendario viaggio in Spagna di un giovane Thun, protetta da due torrette, dette della malta, e decorata da un suggestivo bugnato. Acquistato dalla Provincia autonoma di Trento nel 1992, oggi Castel Thun è una delle sedi del Museo Castello del Buonconsiglio.

Superato il primo cortile, s’incontra l'ingresso del palazzo comitale. Al piano terra si trovano le sale pubbliche, mentre al primo piano c’erano le stanze dei signori. Tra le numerose sale, ancora riccamente arredate, sono da segnalare la Stanza del Vescovo, dove dormiva il Principe Vescovo Sigismondo Alfonso - interamente rivestita di legno cimbro con lo stemma della famiglia Thun, un letto a baldacchino ornato di damaschi rossi, un arredo ricco di boiseries e con una preziosa porta intarsiata - e la Stanza del Camino, caratterizzata da un magnifico caminetto rinascimentale. La Stanza dei Morti riporta ancora sulle sue pareti annerite i segni del fumo dei ceri accesi durante le veglie funebri. La cappella del castello, dedicata a S. Giorgio, conserva un interessante ciclo di affreschi di scuola tedesca risalenti alla seconda metà del XV secolo. Tra le altre cose anche i ritratti dei principi vescovi, l'argenteria, le porcellane, i vetri, le carrozze, fino alla cucina arredata nei minimi dettagli, tutto contribuisce a creare l'atmosfera dell'agiata vita della nobiltà rurale


Campana dei Caduti

 

La Campana di Miravalle suona per i Caduti di tutte le guerre.

Nata dall´idea del sacerdote roveretano don Antonio Rossaro, la Campana della Pace voleva essere testimonianza e monito di pace in memoria dei caduti di tutte le guerre. Fusa a Trento il 30 ottobre 1924 con il bronzo dei cannoni delle 19 nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale, fu battezzata il 24 maggio 1925 con il nome di Maria Dolens. Dopo essere stata benedetta a Roma da Papa Paolo VI, fu collocata sul colle di Miravalle, a Rovereto, il 4 novembre 1965.

È la più grande campana del mondo che suoni a distesa; pesa oltre 226 quintali, il diametro è di 3,21 m. e l´altezza di 3,36 m. Il battaglio pesa 6 quintali e il ceppo 103. Ogni sera, al tramonto, con il suo suono invita a ricordare i caduti di tutte le guerre.

Nelle finalità della Fondazione Opera Campana dei Caduti particolare attenzione è rivolta all’educazione delle nuove generazioni alla cultura della pace, della non-violenza e dei diritti umani.

La Fondazione ha tra i suoi progetti l’Osservatorio Balcani e Caucaso, un centro studi che esplora le trasformazioni sociali e politiche di un’area particolarmente calda, quella di sud-est Europa, Turchia e Caucaso, producendo anche film e documentari.

Proprio in Trentino la Grande Guerra vide combattere eserciti di 12 nazionalità diverse, italiani, austriaci, tedeschi, polacchi, ungheresi, croati, serbi, bosniaci, sloveni, cecoslovacchi, inglesi e francesi. Per questo il 2014-2018, Centenario del conflitto, si presenta come un’occasione di memoria di rilevanza civile non solo italiana, ma europea. Il Trentino saprà farsi trovare pronto per l’appuntamento con un’offerta vasta, varia e bene organizzata, di respiro internazionale.


Museo Storico Italiano della Guerra

Rovereto, Italy

Il Museo Storico Italiano della Guerra, ospitato nel castello di Rovereto, si occupa della storia degli uomini e delle società che vivono l'esperienza della guerra, con particolare attenzione alla storia italiana e alla Prima guerra mondiale.

 

Dalla sua inaugurazione nel 1921, è uno dei principali musei italiani dedicati alla Grande Guerra.

Organizza mostre, cura ricerche, promuove attività didattiche e coordina la Rete Trentino Grande Guerra.

Il museo offre due percorsi di visita: gli eserciti e le guerre tra Ottocento e Grande Guerra, il castello e le armi di età moderna.

Il primo percorso, recentemente rinnovato, parte dall’Ottocento e arriva alla Prima guerra mondiale. Il racconto è dedicato al modo di combattere e alle dotazioni dei soldati, ma anche alle straordinarie trasformazioni che il mondo conobbe in quegli anni. Nelle vetrine è esposta una ricca raccolta di oggetti e fotografie relative alla guerra di trincea, materiali di propaganda e testimonianze dell’esperienza di combattenti e civili.

Nella primavera 2014 il museo ha aperto al pubblico alcuni spazi del Castello costruiti dai Veneziani tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Un nuovo percorso porta i visitatori alla scoperta di torrioni e cunicoli, del terrapieno e delle decine di cannoniere ricavate nelle mura. Nei torrioni Marino e Malipiero è esposta la collezione di armi di età moderna (XVI-XVIII secolo): una vasta raccolta di armature, armi bianche e da fuoco, da duello e da caccia.

Nel rifugio antiaereo realizzato nella IIa Guerra Mondiale ai piedi del castello c’è la sezione dedicata alle artiglierie della Grande Guerra, con decine di pezzi italiani, austro-ungarici, tedeschi, inglesi, tra cui bombarde, mortai, obici e cannoni.

 

Orario:

Da martedì a domenica 10-18

Luglio, agosto e settembre: da martedì a venerdì 10 - 18; sabato e domenica 10 - 19

Chiuso 24, 25, 31 dicembre, 1° gennaio, sezione Artiglierie della Grande Guerra

Giorno di Riposo: Lunedì


MUSE - Il nuovo Museo delle Scienze a Trento

Corso del Lavoro e della Scienza, 3

38123, Trento

Da non perdere una visita al nuovo MUSE, dalle innovative architetture firmate Renzo Piano. Un luogo nel quale genitori e figli potranno fare esperienze insieme e scoprire l’ambiente in modo creativo e inusuale

Con una superficie complessiva di circa 19 mila metri quadrati, la struttura - realizzata ad ovest del centro storico di Trento lungo la sponda sinistra del fiume Adige - punta a mettere al centro della riflessione la conoscenza dei fatti naturali e di quanto sia necessario prestare la massima attenzione al rapporto tra natura e modificazioni dell’ambiente provocate dall’azione dell’uomo.

 

Il visitatore potrà capire come la scienza e la tecnologia, se declinate in una prospettiva di sostenibilità, possano contribuire a trovare buone soluzioni per il futuro del Pianeta Terra. Il tutto viene presentato con un linguaggio chiaro e con apparati espositivi e scenografie capaci di trasformare l’entrata in questa realtà in un gradevolissimo e, divertente, viaggio di conoscenza. Il centro proporrà un’esperienza “viva”, pensata soprattutto per i giovani e per le famiglie: un luogo dove divertimento e apprendimento si accompagnano al piacere della scoperta di fatti sorprendenti e inattesi.Ereditando la tradizione centenaria del Museo Tridentino di Scienze Naturali, il nuovo MUSE costituirà il fulcro di un progetto di riqualificazione urbana di un’area industriale dismessa, affidato alla firma del grande architetto Renzo Piano.


 

L’edificio proporrà una perfetta integrazione tra la forma architettonica e la funzione espositiva, con le grandi falde inclinate che generano un rimando immediato alla verticalità alpina, e sarà in grado di

offrire ambienti altamente immersivi con “effetti speciali”, che porteranno il visitatore a provare la stessa emozione degli scalatori impegnati sulle pareti dolomitiche o degli sciatori lanciati nelle spericolate discese lungo i canaloni nevosi.

A partire dalle numerosissime piste di impronte di dinosauri presenti sulle Alpi, ospiterà la più ricca esposizione di dinosauri della regione alpina. Una sezione al piano interrato, nella galleria, racconterà l'evoluzione della vita sulle Dolomiti, sulle Alpi e nel resto del pianeta a partire da 250 fino a 65 milioni di anni fa. Tra le molte cose verranno esposti i calchi di 3 grandi rettili: un Triceratopo ed un Ophtalmosaurusprovenienti dall'America ed un Dilophosaurus direttamente dall'originale in Cina. Il criterio che verrà seguito sarà quello della "gravità zero" che colloca su una sorta di montagna immaginaria gli animali esposti; al centro della mostra, sempre sospeso, verrà posto lo scheletro di una balena. Ci saranno poi i manufatti dell’Uomo di Neanderthal, le prime pietre dipinte e le armi in selce scheggiata dei cacciatori preistorici dell’età glaciale. Permetterà di toccare con mano fossili e minerali, di osservare reperti naturalistici al microscopio e, per i più piccini, lo spazio "Maxi Ooh!" consentirà di vivere un’esperienza emozionante attraverso stimoli sensoriali, reali e virtuali.

Infine, concluso il percorso naturalistico alpino, il visitatore giungerà in una grande serra con piante vive che riproporranno l’ambiente di una foresta tropicale montana della Tanzania, un frammento di foreste dell’Eastern Arc, una delle più importanti catene montuose dell’Africa orientale. Un grande stimolo per riflettere sull’urgenza di guardare alle questioni ambientali in una prospettiva planetaria.

 

Anche la scienza e la tecnologia saranno presentate in modo accattivante. Uno spazio “hands-on” ospiterà esperimenti scientifici in forma di installazioni con cui interagire attivamente. Una sorta di

palestra della scienza dove, con leve e ingegno, si potrà andare alla scoperta dei principi di fisica e meccanica.In collaborazione con la rete globale dei FabLab, il museo ospita una piccola officina-laboratorio aperta al pubblico che offre strumenti per la “personal digital fabrication” come stampanti 3D, laser cutter, plotter e processori Arduino.

Un luogo nel quale genitori e figli potranno fare esperienze insieme e scoprire l’ambiente in modo creativo e inusuale.


Museo del Fossile del Monte Baldo

Brentonico, Italy

Nei fossili del Monte Baldo c’è l’origine e la storia degli animali e delle piante.

Il Museo del fossile, fondato nel 1977 grazie alla donazione al Comune della preziosa collezione di Osvaldo Giovanazzi, ha sede nel palazzo rinascimentale Eccheli-Baisi di Brentonico. Lungo il percorso espositivo si trovano 40 vetrine suddivise in sei sale, una delle quali dedicata interamente all'interpretazione dei fossili nella storia: dal mito alla conoscenza scientifica. La raccolta, che conta più di 1200 esemplari, contiene fossili raccolti nei dintorni della catena del Monte Baldo settentrionale.

Questa zona è da quasi cinque secoli meta dei naturalisti di tutto il mondo per l'abbondanza dei reperti. Uno dei pionieri della geologia e la botanica in quest’area fu, nel XVI secolo, lo speziale veronese Francesco Calzolari, che percorreva questi prati alla ricerca di piante officinali per la sua farmacia. Le pietre esposte nel Museo documentano l'esistenza di gruppi animali vissuti negli ambienti marini che si sono succeduti nei 150-80 milioni di anni del post-Triassico. Particolare menzione merita la raccolta dei Gasteropodi provenienti dal giacimento fossilifero delle Some, dove furono classificate ben 134 specie. Numerose sono le Ammoniti, ma da non trascurare sono anche gli Echinoidi e i Lamellibranchi.

 


ORTO BOTANICO

L'orto botanico di Brentonico si trova a quota 690 m s.l.m., nei pressi del Palazzo Eccheli-Baisi, in una zona dal panorama straordinario. Il giardino è suddiviso in due spazi: il giardino di tipo rinascimentale (orto dei semplici), e l’area dedicata alla ricostruzione di paesaggi naturali dove le specie sono suddivise per tipologia di ambiente, dalle rocce, al pascolo, alle zone umide. Tutte le entità coltivate all'interno di questo settore crescono spontanee sul Monte Baldo.

 

Orario:

LUGLIO - AGOSTO

Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00 (da lunedi a sabato)

Dalle 9.00 alle 12.00 (domenica)

ALTRI PERIODI

Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 (da lunedi a sabato)


Museo Civico - Rovereto

Rovereto, Italy

Nato per incentivare la cultura scientifica, il Museo Civico è punto di riferimento della vita civile, economica e culturale di Rovereto.

Il Museo Civico di Rovereto è uno dei più antichi Musei italiani. Fondato come società privata nel lontano 1851, è un’istituzione dalle molte ‘anime’, che spaziano dall’archeologia alle scienze naturali, alle arti figurative e alle nuove tecnologie.

La sezione di archeologia presenta reperti locali di epoche diverse, dal periodo neolitico alla civiltà longobarda e la collezione di oggetti della Magna Grecia donati alla sua città nel 1935 dall’archeologo Paolo Orsi. In esposizione anche le collezioni di uccelli, la più importante raccolta ornitologica regionale italiana, e quella dei mammiferi autoctoni ed esotici. Altre sezioni riguardano l’arte, la storia e il folklore locale, la zoologia, la botanica, l’astronomia, che troveranno spazio dal 2010 nelle rinnovate sale di Palazzo Parolari e nel prestigiosoPalazzo Alberti (ubicato nel Polo Culturale che ospita anche il Mart).

Il museo accompagna inoltre i visitatori lungo “l’itinerario della seta” a Rovereto, al giacimento paleontologico “Orme dei Dinosauri” ai Lavini di Marco, uno dei più importanti e spettacolari giacimenti di orme dinosauriane in Europa, alla villa romana di Isera, a Castel Corno, sia presso il Castello che nei siti preistorici vicini, al giardino botanico in stile rinascimentale a Brentonico e quello alpino a Folgaria, e infine nell’area didattica del Bosco della Città detta Sperimentarea, un luogo unico, completamente attrezzato per la geofisica, la botanica, la zoologia, la robotica outdoor e indoor.

Per quanto riguarda la robotica e le nuove tecnologie, il Museo di Rovereto è punto di riferimento per la didattica e la formazione, oltre che per una serie di progetti europei, in collaborazione con il Centro di Formazione, gli Istituti superiori del territorio.

A febbraio 2010 nella sede museale è stato inaugurato l’esclusivoLego Education Centre dov’è possibile scoprire il fascino di costruire i propri robot con le più svariate funzionalità – in piena autonomia o accompagnati da operatori dedicati.

Con il Museo, anche il cielo diurno e notturno non ha più segreti: l’istituzione roveretana è dotata di importanti strutture per la ricerca e la divulgazione in ambito astronomico: il Planetario – con spettacoli rivolti alle scuole e al pubblico più ampio – el’Osservatorio astronomico del Monte Zugna.

Il Museo Civico è anche punto di riferimento europeo per lerassegne di documentaristica scientifica: in primavera l’istituzione accende i riflettori sulla scienza con Discovery on Film, mostra del film scientifico e tecnologico, mentre in autunno sposta l’archeologia dalle sue vetrine al grande schermo con la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.

Ultima nata, la web tv della scienza www.sperimentarea.tv, con documentari, interviste, news, accompagnata da poco dai canali tematici ACE-SAP channel, dedicato alla biodiversità e alla natura, e Archeologia Viva Tv, primo canale web in Italia dedicato interamente all’archeologia, in collaborazione con la rivista Archeologia Viva della Giunti.

Il sito web è uno dei fiori all’occhiello del museo, offre oggi agli utenti, oltre a servizi in esclusiva, anche straordinarie banche dati online.

Unico, ad esempio, è l’archivio di dati botanici per la cartografia floristica del Trentino, di cui il Museo Civico di Rovereto è referente, ricco di schede e immagini consultabili della flora locale davvero eccezionali..

Altre base dati importantissime per la conoscenza del territorio e per la sua gestione sono la bibliografia geologica, preziosa fonte d'informazione per tutti i professionisti che operano nei settori dell'edilizia, della pianificazione territoriale o ambientale, un archivio straordinario in convenzione con l'Universita' di Padova e ampliato poi in sinergia con il Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento.

 

Da non perdere anche la Fototeca sui siti precolombiani: Più di 80.000 immagini inedite sui più importanti siti archeologici precolombiani e dell'isola di Pasqua, che va ad aggiungersi a quella già implementata sui siti 'segreti' dell'Antico Egitto.

 

 


PALAZZO ALBERTI POJA

Lo splendido edificio settecentesco accanto al MART – recentemente restaurato e riportato all'originaria bellezza, è destinato alla valorizzazione delle raccolte del Museo Civico, nell'ambito del progetto di sinergia tra varie istituzioni attraverso mostre temporanee ed esposizioni permanenti

 

Orario:

9.30/12.00 - 15.00/18.00.

Da luglio a metà ottobre anche dalle 20.00 alle 22.00 il venerdì e la domenica.

Chiuso i lunedì, Capodanno, 5 agosto, 1° novembre, Natale, Pasqua.

 

Ingresso: intero€ 5,00 (valido per le due sedi di Palazzo Parolari e Palazzo Alberti), ridotto € 3, scolaresche € 1,50, gratuito fino ai 6 anni. Il museo è accessibile ai disabili.

Giorno di Riposo: Lunedì


MART di Rovereto

Corso Bettini, 43

38068, Rovereto, Italy

Futurismo, Pop Art, le star dell’arte contemporanea internazionali e grandi mostre: il Mart di Rovereto è una delle realtà museali più interessanti del panorama italiano.

La sede principale del Museo sorge in Corso Bettini a Rovereto, incastonato tra due palazzi settecenteschi e a due passi dal centro storico.

Vi è custodita una collezione d'arte molto ricca: dal Futurismo alla Pop Art, passando per l'Arte Povera ed il Realismo, fino ai linguaggi della contemporaneità.

L’edificio del Mart, è opera dell'architetto svizzero Mario Bottacon la collaborazione dell'ingegnere roveretano Giulio Andreolli. Il museo si sviluppa su quattro livelli, dodicimila metri quadrati in tutto dei quali ben seimila riservati alle esposizioni.

 

Alcune delle oltre 3000 opere di Fortunato Depero, donate dall'artista alla città di Rovereto e oggi affidate al museo, costituiscono una delle parti di maggior rilievo nel patrimonio del Mart, insieme a quelle di altri esponenti futuristi come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, Enrico Prampolini, Thayaht e Tullio Crali.

 

Tra le maggiori acquisizioni del MART, nuclei importanti dei maggiori artisti italiani del Novecento: Medardo Rosso, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Lucio Fontana, Emilio Vedova, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Mario Schifano.

 

Negli allestimenti della Collezione Permanente del Mart, che si rinnovano ogni 4-5 mesi, queste opere dialogano con i capolavori di artisti internazionali come Salvador Dalì, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Il'ya Kabakov, Andreas Gursky, Tony Cragg, Chen Zhen, Bill Viola, Dana Schutz, Kara Walker.

 

Palazzo delle Albere, la sede del Mart a Trento, ospita la collezione permanente del Mart sull'Ottocento.

La Casa Museo Depero a Rovereto, concepita dall'artista che ne progettò gli arredi, è stata riaperta dal Mart nel 2009 dopo un restauro che ha permesso di sviluppare e aggiornare il progetto originario di Fortunato Depero. Il nuovo allestimento mostra i mobili, gli arazzi, i mosaici, i giocattoli e i lavori pubblicitari della Casa d'Arte Futurista.

 

Il Mart offre anche interessanti attività didattiche per adulti, bambini e famiglie, sfruttate ogni anno da 70mila persone.

 

Orario:

Visitabile dal martedì alla domenica

dalle 10 alle 18

Venerdì con orario dalle 10 alle 21

 

Giorno di Riposo: Lunedì

Prezzi:

11,00 Euro

Prezzi dettagliati: Vai al sito web

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Rifugio Monte Baldo

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